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Passeggiata sui tetti della storia e dell'astronomia
Da piazza Duono a piazza Dante alla scoperta di orologi solari ed eventi tellurici


Passeggiando da piazza Duomo a piazza Dante alla scoperta del tempo e delle sue ombre con orologi solari e meridiane ottocenteschi; saperne di più sulla disastrosa eruzione del 1669 dall'alto del passaggio di gronda della Basilica monumentale di San Nicolò l'Arena: questo, in sintesi, il significato dell'interessante lezione itinerante che chiudeva il 4° corso di astronomia e Scienze della Terra, organizzato dal Gruppo Astrofili Catanesi (Gac) per gli studenti dell'ultimo anno delle scuole secondarie superiori.
La passeggiata ha avuto inizio alle 9,30 da piazza Duomo: nella corte di Palazzo degli Elefanti, l'esperto di gnomonica del Gac, geometra Michele Trobia, ha spiegato con dovizia di particolari il funzionamento dell'orologio solare verticale di monsignor Caff, un grosso frammento marmoreo recuperato nel cortile del vicino Arcivescovado, collocato su una parete della corte del Municipio come se fosse una lapide e mai restaurato.
Così come attende ormai da tre anni un intervento di restauro un altro «gioiello» della gnomonica ottocentesca: l'orologio solare a 12 facce, un tempo collocato in cima al piazzale del Giardino Bellini e ancora oggi custodito all'interno del Castello Ursino.
In mancanza dell'originale, il geom. Trobia ha illustrato ai partecipanti un modellino in cartoncino da lui stesso realizzato dell'orologio dodecaedrico.
La scalata di 130 gradini ha, poi, permesso a tutti di raggiungere il percorso di gronda del Tempio benedettino, per ascoltare la brillante lezione dell'insigne vulcanologo prof. Salvatore Cucuzza Silvestri, dell'Università di Catania, sulla devastante eruzione etnea del 1669, inseguendo con lo sguardo i luoghi teatro del fenomeno eruttivo, esattamente come lo videro i monaci vissuti 332 anni fa: i Monti Rossi, Mompileri, Malpasso, il lago di Nicito, via Plebiscito, il castello Ursino, il mare.
«L'eruzione – ha detto il prof. Cucuzza Silvestri – fu preceduta da violente scosse di terremoto che causarono diverse vittime, crolli e danni agli edifici. Si trattò, infatti, di un'eruzione eccentrica: a quota 750-800 metri, sopra Nicolosi, si aprirono profonde fenditure dalle quali vennero fuori imponenti getti di scorie e lapilli (ne piovvero perfino sulla Calabria) e una gran quantità di lava che diede luogo ad una delle più grandi colate storiche dell'Etna.
«La lava distrusse casali, campagne e, in parte, la città di Catania, incontrò diversi ostacoli lungo il suo percorso (i muri della città), ci fu pure il tentativo (il primo della storia dell'Etna) di deviazione di una colata, ma la lava continuò ad avanzare, fino a giungere e penetrare in mare».
Verso le 12,30, tutti davanti alla splendida meridiana di Wolfgang Sartorius von Waltershausen e Friederich Peters, realizzata sul pavimento della chiesa nel 1841 e ancora oggi «prigioniera» di un'imponente impalcatura metallica montata per eseguire (infiniti) lavori di restauro della cupola: è di nuovo il geom. Trobia a illustrare quest'autentica gemma della cultura scientifica nazionale che porta incisi ai lati un incredibile numero di dati scientifici, dalle coordinate geografiche alla durata massima e minima del giorno per Catania, dallo schiacciamento polare della Terra alla declinazione magnetica, alla costante gravitazionale e numerosi altri ancora, oltre che le 12 caselle dello Zodiaco tradizionale.
Alle 13 meno due minuti, il momento forse più atteso della lunga e suggestiva passeggiata: i raggi solari, penetrando attraverso il foro gnomonico posto a 23,92 metri d'altezza, proiettano sulla linea meridiana un cerchio luminoso lievemente schiacciato che si va spostando lentamente sul pavimento della Basilica, a dimostrazione che la Terra ruota attorno al proprio asse.
Giuseppe Sperlinga