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La Notte delle Leonidi 2001

Quest'anno, finalmente, la nostra ennesima "notte delle Leonidi" ha avuto un esito positivo: le ultime edizioni, infatti, si erano svolte all'insegna delle nuvole compatte o addirittura della pioggia.
Siamo partiti armati dell'occorrente per passare un'intera nottata all'addiaccio, e piuttosto ottimisti sulle condizioni meteo: d'altro canto, abbiamo con noi un vero e proprio meteorologo, Emilio, che con occhio sapiente interpreta venti, correnti e nubi varie.
La banda è composta da alcuni veterani, Davide, Fabio, Emilio, Concetto, Raffaele, Claudia, e da alcuni nuovi acquisti: Saverio, Valerio con suo papà, Charlie, il signor Giunta.
Ci ritroviamo impazienti nella piazza di Viagrande. Quando anche l'ultimo ritardatario ci ha raggiunto…Via! Partiamo alla volta della Caserma Pitarrone, versante nord dell'Etna, a circa 1450 m s. l. m.
Nuvole basse ci avvolgono fino a Milo, ma una volta imboccata la strada Mareneve, ce le scrolliamo di dosso e serpeggiamo tra le sagome scure di castagni, querce, pini e betulle, mentre sopra di noi il cielo è innegabilmente limpido: è la serata giusta!!
Dopo gli ultimi chilometri percorsi sullo sterrato, tra tronchi di pini larici simili a colonne che si innalzano nel buio, eccoci alla nostra meta: il piazzale davanti alla Caserma Pitarrone, un rifugio della Forestale. Scendiamo per verificare dal vivo il cielo sopra di noi: è veramente splendido, non c'è un filo di vento e la temperatura è tutto sommato "accettabile": circa 1° sopra lo zero.

Malgrado le apparenze non si tratta di un commando di talebani pronti per un'azione terroristica, ma sono solo i nostri astrofili in assetto antifreddo: da sinistra, si riconoscono a stento il sig. Giunta, Fabio, Claudia, Concetto, il padre di Valerio, Valerio, Charlie. In primo piano, il telescopio di Valerio.


Fabio stima rapidamente una magnitudine limite di 6. Ma è il signor Giunta il più estasiato: egli non aveva mai visto il cielo al di fuori della citta`, perciò lo spettacolo supera ogni sua possibilità di immaginazione! Quasi dubitava che potesse vedersi davvero la Via Lattea, che solca il cielo come una pennellata di luce, i colori delle stelle, che le rendono l'una diversa dall'altra, e le costellazioni, così chiare, evidenti! Orione con la sua Spada, il Toro con l'occhio di fuoco Aldebaran, il Cigno sui crateri sommitali dell'Etna, le Orse e Cassiopea che fanno la corte alla Polare…
Il Leone è ancora sotto l'orizzonte, la notte sarà lunga e dobbiamo ingannare il tempo in attesa delle prime meteore.
Emilio e Valerio hanno portato con sé i fidi telescopi e Davide l'inseparabile binocolone.
Si va a caccia della cometa Linear C/2000 WM1, splendidamente osservata con il Celestron 8" di Emilio e ben visibile anche con l'11x80 di Davide. Valerio invece si dedica alla sua attività preferita: galassie e ancora galassie, di cui conosce ogni sfumatura e ogni particolare.

"Oh mio Dio, si è ghiacciato tutto!"


Ma un'altra gradevole sorpresa ci aspetta: in quello che era un casotto diroccato, sul fianco ovest della Caserma è stato ricavato uno spartano ma accogliente rifugio per gli escursionisti, dotato di caminetto, tavola con panche e letti a castello! Per i poveri astrofili infreddoliti si tratta di un regalo inaspettato ma graditissimo: possiamo usare il piccolo rifugio per recuperare un po' di calore dopo ore passate all'esterno, e subito Charlie si offre volontario come "guardiano del caminetto".

Il caminetto in pietra lavica del rifugio viene alimentato con i cartoni (vuoti!!) delle pizze.


Ma per questa serata decidiamo di concederci anche un raffinato "sfizio": due volontari si incaricano di andare a comprare pizze per tutti! La pizza fumante, gustata davanti al caminetto, è sembrata a tutti la più buona mai mangiata.

Gli astrofili al lavoro …

Ma è l'ora di rimettersi al lavoro: è quasi mezzanotte e il radiante comincia ad alzarsi. E' il momento di organizzarci in assetto da pioggia di meteore!
Dalle macchine spuntano coperte, sdraio e brandine; siamo già imbacuccati all'inverosimile e i movimenti sono molto faticosi. Eppure ci "imbozzoliamo" nelle coperte e nei sacchi a pelo. Ben presto ci copriamo di brina ghiacciata e i fogli su cui vanno segnate le tracce meteoriche si inzuppano di umidità. La formazione, schierata per coprire un arco di cielo che va da sud a nord, con le spalle alla montagna, è composta da Saverio, Fabio, Claudia, Concetto, Emilio e Davide. Il signor Giunta è nelle retrovie, ancora incurante del freddo, mentre Valerio e suo padre, seppur a malincuore, sono già scesi. Raffaele sonnecchia dentro il rifugio, insieme a Charlie che non si distrae dal suo ruolo di Guardiano del Fuoco.

E' il momento di fare cose serie! Ecco lo schieramento avvista-Leonidi: Fabio, Claudia, Emilio, Concetto. All'impiedi, ma ancora per poco, Saverio e il sig. Giunta.


Non appena ci sistemiamo comodi, lo spettacolo ha inizio!!!
Subito un bolide taglia le gambe di Orione, e le manifestazioni di giubilo, nel silenzio immobile della notte, si odono fino a Linguaglossa!
Le Leonidi ci sono, eccome! Ma in compagnia di numerose Tauridi, abbondanti anche perché il loro radiante si trova allo zenit.
Le Leonidi invece sono basse sull'orizzonte, luminose, con scie molto lunghe e apparentemente lente. Una, da sola, vale per tutta la serata: ci passa sopra la testa, prima bianca e poi accendendosi di rosso, luminosa e lunghissima, lascia una scia persistente per oltre 4 minuti!!! L'entusiasmo è incontenibile, le urla di incredulità fanno fuggire a zampe levate volpi e allocchi e, se udite da orecchie umane, farebbero pensare che in quello spiazzo si stiano compiendo orrendi omicidi.
Intorno alle due dei veli iniziano ad apparire proprio dalla parte del Leone: disdetta!!
Ma anche attraverso lo schermo opaco delle nuvole, vediamo un altro bolide accendersi e addirittura esplodere in più pezzi.
La nuvolaglia che sale ci impone una pausa di riscaldamento all'interno del rifugio; ma siamo impazienti, non vogliamo perderci niente dello spettacolo!


Verso le tre il cielo si concede di nuovo in tutta la sua interezza e così ci sistemiamo di nuovo sulle sdraio. La temperatura però si è abbassata un altro po' e comincia a soffiare il vento. Si notano segni di cedimento da parte di più persone. Onde evitare di dover rinunciare definitivamente a qualche socio GAC per assideramento, intorno alle 4:30 decidiamo di levare le tende: ma anche mentre riponiamo nelle macchine tutto l'armamentario, sopra di noi le Leonidi continuano a sfrecciare.
Alla fine, il bottino è di 66 meteore in circa 4 ore di osservazione, una decina delle quali davvero spettacolari, con tre bolidi eccezionali. Avvistamenti, commenti e battute sono stati registrati in una cassetta.
La strada del ritorno è in certi tratti gelata, la stanchezza si fa sentire, qualcuno sbaglia strada nel dedalo dei paesi etnei, ma siamo tutti molto soddisfatti e contenti della serata e delle risate …
Non vediamo l'ora che torni un'altra "Notte delle Leonidi"!

Claudia Russo

 


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